giovedì 15 dicembre 2011

Chapter 76



La giornata scorre lenta, il cervello in fumo, nello strenuo tentativo di trovare uno spiraglio.
Il matrimonio. La chiave è in quel  documento. Schiaccio il pulsante interno:
- Scott,  le copie di quel contratto? 
- Contratto? Quale contratto? Ah, si! Scusami Eleanor, ma sono nella merda fino al collo, e ne avrò ancora per molto, mi spiace, non ho avuto un attimo di tempo
- Avevi detto che avresti fatto in modo di farmelo avere il prima possibile? - grugnisco.
- Si, lo so. Ascolta, è inutile che ti fossilizzi su quei fogli, non c’è niente che possa cambiare le cose 
- Permetti che sia io a deciderlo? 
- Naturalmente
- Se non procedi  tempestivamente, farò in modo di trovarmelo da sola. Intesi, Scott? 
- Messaggio ricevuto
Chiude la comunicazione.
Cazzo!
Richard. Devo parlare con Richard, capire se in questo groviglio intricato ma perfetto si celano delle falle. Uno sguardo all'orologio, è già ora di andare. 
Faccio rientro alla villa, la sua auto è davanti all’ingresso.
Parcheggio nella rimessa, mi dirigo a passo svelto verso la dependance, il tempo di infilare le chiavi e mi getto di peso sul letto. 

. . . Mi occupo di tante altre cose, ultimamente stiamo investendo nel settore della  comunicazione , una serie di opportunità che mi toccherà per forza di cose considerare. E se tutto andrà come deve andare  potrò finalmente vivere senza dovermi più preoccupare di utili e perdite sulle proprietà che sono costretto ad amministrare -
- L’occasione della tua vita
- Direi proprio di si . Che tradotto nel mio linguaggio vuol dire tanti soldi, tutti insieme!

Parole che adesso assumono un significato diverso. Soldi. L’occasione della sua vita. Erano le mie proprietà. Quelle della pazza tossica  rinchiusa chissà dove


- Nessuno ti farà più del male Ellie. Nessuno- 

I suoi occhi, le sue braccia strette intorno a me, le sue parole. . . Menzogne, solo un cumulo di menzogne, nient'altro.
Un essere meschino privo di ogni sentimento che possa minimamente attribuirsi ad un essere umano.

- Signorina Eleanor?l la voce di Babette dall'esterno.
- Si? 
- La cena è pronta
- Arrivo -

Mi incammino lungo il sentiero, la sua auto non c’è più.
In sala da pranzo trovo Caroline, è seduta al suo posto, da sola.
- Ciao sorellina- mi sorride. - Finalmente possiamo goderci un pò di tempo insieme
Mi siedo, sembra più tranquilla del solito.
Mi passa le portate, prende a piluccare dal piatto.
- Allora, che mi dici di bello? Tutto bene alla Broadcasting? 
- Si. Le cose sembrano mettersi per il meglio
- Lo sapevo! Sapevo che tu eri l’unica soluzione. Papà ci aveva visto giusto, eri l'unica in grado di poter mandare avanti la holding
Faccio finta di non sentire. Nonostante la bestia mi urli dentro, nel  bisogno immane di dirle ogni cosa così com'era realmente.
Devo provarci!  
- Che a breve  diverrà  bottino del tuo adorato principe, almeno per le quote a te riservate
- Cosa stai insinuando? 
- Che essendo sul lastrico cercheranno di vendere tutto, e io non potrò fare niente per fermarli 
- Ti prego Eleanor, non intendo discuterne ancora -seccata.
- Sai perfettamente che ti sposa solo ed unicamente per contratto. Lui non ti ama, non ti amerà mai
Balza in piedi, ha le lacrime agli occhi. 
-  Ti riesce così difficile pensare che qualcuno possa trovarmi interessante, e sposarmi per questo?  
- Maledizione Caroline, perché non capisci? 
- Sei tu che ti ostini a vedere le cose per  quelle che non sono! C'è molto più che un semplice contratto a legarmi a quella famiglia,  c'è un legame affettivo che dura da anni. Quando tu non c'eri  io ho vissuto momenti terribili, e grazie al loro sostegno sono riuscita a venirne fuori!
-  Oh, puoi dirlo forte
- La nostra unione ha la benedizione di papà, e della mamma. Loro  hanno sempre voluto il mio bene, e so che non avrebbero mai scelto nulla che avrebbe potuto danneggiarmi o farmi soffrire, come tu sostieni! Andrew è l'uomo della mia vita, non avrei potuto desiderare un marito migliore per me
- E' solo un viscido calcolatore, un  donnaiolo da strapazzo - sbotto.
- Basta! Non intendo sentire altro 
- Apri gli occhi Caroline, aprili maledizione! Dove credi che sia adesso? Dove va quando non è con te?
Una smorfia sul viso:- Non mi illudo che lui sia fedele, non l’ho mai preteso. Non potrebbe essere altrimenti 
- Cosa? E da quando tradire è un diritto?
Sorride, mi fissa stranita, come se tra le due fossi io quella che sta sparando idiozie.
 -  Sei una donna adulta, sai perfettamente come funzionano certe cose. Pretendi che una come me sprechi le sue migliori risorse dietro la donnetta di turno? Non sono certo le sue innocenti  scappatelle a preoccuparmi
Non è possibile. Non può essere reale
Il suo volto si illumina improvvisamente:- Se penso alla mamma. . . Darei qualsiasi cosa per poter diventare come lei, una madre esemplare, una donna che ha sempre mantenuto salde le fondamenta della propria famiglia, nonostante gli scossoni enormi che la vita le ha procurato. E Jackie, non immagini cosa ha sopportato, per amore della sua famiglia. In fondo è così che dev’essere.  Ed è quello che farò anch’io
Boccheggio.
- Tu non meriti una vita simile. Tu non meriti un essere spregevole come lui! - 
Sorride, infastidita:- Ne sei innamorata? Puoi dirmelo, tanto non sarebbe una novità! Tutte le donne di Los Angeles  sono cotte di lui, e tu non saresti certo l’eccezione 
Il sangue raggelarsi.
- Cosa stai dicendo ?
- Ho visto come lo guardi,  non sono così stupida, sai! E ho visto come lui ti guarda, ma non sono gelosa, perché tu sei mia sorella, e so che non tradiresti mai la mia fiducia
Follia pura e semplice.
Verità.
- Caroline io avrei qualcosa di importante da dirti
- Se intendi parlarmi di lui, e dell’ultima donna che si è scopato, risparmiati la fatica. Sono frivolezze cui spesso cedono gli uomini  giovani e attraenti come lui, e in fondo lo sai anche tu, è così che funziona. Ragion per cui stiamo parlando di. . nulla? 
- E’ così che funziona  - annuisco, rassegnata.
Sorride improvvisamente, apre le braccia, mi attira a se: - Suvvia sorellina, rilassati! E pensa al tuo di principe, insomma, ci deve pur essere qualcuno che ti piaccia da qualche parte nell’universo? Io ho già la mia favola, e voglio solo vivere questi ultimi giorni spensierata, felice, come non lo sono stata per tutti questi anni. E’ chiedere troppo? -
Inutile. Impossibile. Assurdo. Continuo a fissarla, cercando di carpire quel dettaglio che ancora mi sfugge. 
- Io non so chi o che cosa ti costringa a reggere questa farsa ignobile, Caroline. Ma non ti lascerò da sola nelle grinfie di quegli avvoltoi, farò di tutto per cacciarli via da questa casa e dalle nostre vite. Puoi scegliere di lottare con me, o continuare a subire le loro angherie, questo non mi fermerà. Io non avrò pace finchè quei serpenti non avranno ciò che si meritano -
Mi fissa a lungo, senza tradire alcuna emozione.
- La tua è un’ossessione priva di senso. D’ora in poi non voglio più sentir parlare male di loro. Tra pochi giorni io sposerò quell’uomo, che ti piaccia oppure no - secca.
Mi da le spalle, scomparendo dietro la porta. 

***


- Eleanor, Sean non mi fa giocare  a basket con lui, dice che sono femmina e che le femmine non giocano a basket
- Ah si? Sean, o lasci giocare Charline o non giochi affatto!
- Uff, ma non è giusto! - il visino imbronciato, mentre palleggia con maestria - E poi lei non sa giocare 
- Potresti insegnarle ?
Una smorfia di disappunto.
- Ma è una femmina? 
- Il fatto che sia una femmina non vuol dire che non possa imparare a giocare. Dai su, andate in giardino ad allenarvi, poi mi mostrerete i risultati
Un bacino dolcissimo sulla guancia.
Charline mi sorride, riempiendo le sue guanciotte paffute e rosee.Li vedo correre via, saltellando.

Innocenza. Purezza. Riempio i  polmoni, persa ad osservare quell’immenso cortile un tempo grigio, adesso un'isola felice, un polmone verde  che mi permette di respirare aria pulita, lontano anni luce dalla meschinità di cui è sommersa ogni cosa.
I miei ricordi di lei sono impressi in modo indelebile nella mia anima, spiacevoli e tristi. Ma con il centro di recupero Belinda è riuscita a colmare le infinite crepe che ci hanno diviso per anni, indicandomi la strada giusta da percorrere. Non c’è mai stato niente di buono nella mia esistenza, nulla che potesse farmi sentire realmente utile agli altri, per  coloro  che soffrono quotidianamente ogni genere di soprusi, sulla propria pelle, senza riuscire a sfuggire a quello che sembra essere un  destino segnato. E il solo sentire quell’aria riempirsi di schiamazzi felici mi riempie l’anima di gioia, perché non tutto è marcio e perverso a questo mondo. Speranza,  e fiducia, quello di cui hanno bisogno questi bambini, per poter crescere ed essere felici. 
Come non sono io.
Mi rimetto alla guida, tra immagini, pensieri, supposizioni  che si agitano, si sovrappongono nella mia mente, fino a raggiungere l’anima ghiacciata.
Dieci giorni. Senza di lui, senza poter vedere i suoi occhi, sentire la sua voce. Totale assenza, utile per sigillare per sempre quel fardello pesante  in fondo al cuore, fino a farne un forziere impenetrabile, e gettarne la chiave. 
Ho smesso di amare. Ho smesso di soffrire. 
Nessun dolore. Solo odio e  sete di vendetta. 
Una di loro. Per sopravvivere, restare a galla nella melma putrida in cui sguazzano quegli esseri orripilanti. 
Sola. 

Mi immetto sul viale, parcheggio in rimessa. Nessuna traccia della sua auto.
- Signorina Eleanor, la cena sarà servita tra pochi minuti
- Caroline? -chiedo.
- La signorina Caroline ha fatto sapere che pernotterà a casa Rochester -
Come ogni sera, dalla nostra ultima discussione.
Sorrido amaramente. Rassegnandomi a consumare la cena nell’isolamento più totale.
Cosa speravo di ottenere? Con il mio fare ossessivo l’ho servita al nemico su  un vassoio d’argento, un burattino nelle mani di quella vecchia megera che sa come muoverne i fili.
Eppure deve esserci una soluzione! Lascio la cena a metà, non ho fame.
L’aria fresca della sera mi procura brividi leggeri, mi stringo nelle braccia, torno alla depandance, sprofondo nel divano. La ragione cede il passo al sogno, luogo oscuro e  inaccessibile  in cui  lui regna incontrastato. Senza che possa fare nulla per evitarlo.
Mi sveglio di soprassalto, eccitata e grondante di sudore come ogni notte. Cerco di dominare la stanchezza, per non scivolare ancora tra le sue braccia, sentire le sue labbra calde e morbide sulla mia pelle,  e sfiorare il suo corpo, affondare le unghie nella sua schiena mentre lo sento muoversi dentro di me, farmi sua  in mille modi indicibili, quelli che mai  avrei osato immaginare neppure nei miei pensieri più nascosti.
Immagini offuscate, residui dolorosi che rinchiudo prontamente in quel forziere, in fondo al cuore,  sotto chiave affinchè non riemergano. 
La monotonia inizia a scandire le mie giornate.  
- Signora Scott Baker, il signor Simmons chiede di essere ricevuto 
- Si, Cheryl, fallo entrare 
Greg entra come un fulmine, è teso.
- Hanno iniziato, Eleanor!
- Di cosa diavolo parli? 
- Una transazione di due milioni e quattrocentomila dollari, ne ho trovato traccia su un conto bancario  britannico intestato a Rochester 
- Dove hanno trovato tutti quei soldi? 
- Non ne ho idea, per questo sono qui. In teoria le quote azionarie dovrebbero restare  intatte  fino al matrimonio. Ragion per cui deve necessariamente trattarsi di qualcosa al di fuori della donazione-
Rifletto, arrivando subito alla conclusione:
- New Castle. La tenuta del nonno, e le proprietà terriere nel Vermont...è la quota di Belinda riservata a Caroline!
- Possono valere quei soldi? 
- Quella di New Castle  è  una tenuta  di inizio secolo disposta su tre piani, un campo da golf e spiaggia privata. E poi ci sono i terreni agricoli nella  Champlain Valley, non ho idea di quanto valgano, ma siamo ben oltre quella cifra-
- Annuisce. - Bingo! -
Non respiro. Non è possibile, non può averlo fatto? La casa del nonno nel New Hampshire, Belinda la adorava...-

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