Gli occhi due fessure, riesco ad aprirli a malapena, due occhi azzurri, trasparenti, limpidi mi stanno fissando, un mare dolce in cui voglio affogare.
- Vattene, maledetto! - sobbalzo, non riesco a stare in piedi, barcollo, cado.
- Maledizione! - sento le sue braccia sollevarmi, sprofondo col viso nel suo petto, ne annuso l'odore buonissimo.
Chiudo gli occhi.
Chiudo gli occhi.
C'è un letto, sormontato da un baldacchino da cui pendono pesanti drappi blu e oro, sento il materasso cedere sotto il mio peso, delle labbra morbide posarsi sulle mie, in un bacio dolcissimo. Sprofondo in quella bocca che sa di lui, cerco la sua lingua, gemo senza ritegno.
- Ti voglio Eleanor... Ti desidero da impazzire! - la sua voce febbrile. Sfila via la maglietta, inarco il busto offrendogli i miei seni, la sua bocca, la sento avida divorarmi i capezzoli, ed è calda, vogliosa, la sua lingua lambisce, accarezza, stuzzica.
- Oh, Drew, si! - urlo di un piacere intenso, indescrivibile, troppo a lungo agognato. I miei gemiti risuonano lamentosi nella stanza, riecheggiano ovunque. Non m’importa di lei, non m’importa di nulla! Tutto ciò che voglio è qui, su di me, a donarmi l’estasi.
Le sue dita artigliano i jeans, li sento scivolare giù, insieme agli slip.
Le sue labbra si posano sull’addome, la lingua esita a lungo sul ventre, sfiora la peluria.
-Sei tutto ciò che voglio, Eleanor! Te, solo te, nessun’altra che te, per tutta la vita - sussurra su quel fascio di nervi, gonfio, teso oltre misura. - Uhm, quanto mi è mancato tutto questo! Il tuo odore delizioso, il tuo sapore -
Annusa, sfiora, lecca. Oh, Dio! Non resisto!
Annusa, sfiora, lecca. Oh, Dio! Non resisto!
La sua lingua si insinua tra le pieghe, invadente, perversa, le sue labbra risucchiano, lasciano, riprendono:
- Oh, Drew! - grido il suo nome fuori di me, il piacere mi palpita nel ventre, si propaga ovunque, per esaurirsi in un battito d’ali che palpita sulle sue labbra umide.
- Oh, Drew! - grido il suo nome fuori di me, il piacere mi palpita nel ventre, si propaga ovunque, per esaurirsi in un battito d’ali che palpita sulle sue labbra umide.
Un rumore improvviso, insistente.
- Signorina Eleanor? -
Merda!
Spalanco gli occhi, i raggi del sole filtrano violenti attraverso le tende, sono sul divano, stravolta, eccitata.
- Signorina Eleanor?
- Arrivo Babette -
Apro la porta, quegli occhi neri mi scrutano, preoccupati.
- Oh! Grazie al cielo, sta bene -
Cerco di aggiustarmi i capelli, ci rinuncio.
- Che diavolo succede? -
Abbassa lo sguardo, imbarazzata.
- Deve scusarmi signorina, so di essere inopportuna, ma è che. . . ecco sono le undici, e non l’ho vista uscire, temevo le fosse successo qualcosa -
- Le undici? Cazzo! Come è possibile? - mi fiondo in bagno, ho il viso emaciato, stanco, sono orribile!
Lo sciacquo con acqua gelata, nel vano tentativo di cancellare i segni di quella notte folle, assurda.
Vado di matita nera intorno agli occhi, un filo di gloss, indosso la gonna al ginocchio, la camicia di seta, e decoltè, borsa, chiavi.
Fuori nessuna ombra di lui, ne dell’auto.
Sprofondo nel sedile, veloce verso la Broadcasting, sono in ritardo spaventoso!
A passo svelto lungo il corridoio, una serie infinita di saluti, e riverenze prima di scorgere Greg, seduto in fondo al corridoio, in attesa.
- Scusa per il ritardo, ho avuto un piccolo contrattempo -abbozzo.
Sorride.
- Ti aspetterei una vita intera, se fosse necessario.
Faccio finta di nulla.
Lascio che entri, chiudendo la porta dietro di me, gli faccio cenno di sedersi, sprofondo nella mia poltrona.
La testa mi scoppia, un ronziofastidioso nelle orecchie, faccio fatica a tenere gli occhi aperti.
- Ho riflettuto a lungo Greg, su tutto. Ammesso che quello che tu dici sia vero, cosa intendi fare?
- Certo che lo è. Non devi avere il benché minimo dubbio su questo. Io sono stato sempre sincero con te, Eleanor, sempre! -
Sospiro, scuotendo la testa.
- Perdonami, ma non è semplice per me -
- Lo capisco. Posso immaginare quello che stai provando. Non dev’essere affatto semplice vivere con una spada di damocle sul collo-
Lo fisso stranita:
- Che cosa intendi dire?
- Ti hanno cercata a lungo, lui ti ha trovata. E in quel momento le cose sono cambiate completamente. La strategia è mutata, ma non il fine, Eleanor. Loro ti vogliono fuori, e in un modo o nell’altro riusciranno nel loro intento. E’ gente spietata, che non si ferma davanti a niente -
Lo ascolto, centellinando ogni singola parola.
- Tu mi stai dicendo che lui sapeva chi fossi fin dal primo momento? - sbalordita.
Annuisce.
- Nulla avviene per caso quando ci sono milioni e milioni di dollari in ballo - aggiunge.
Quelle parole. . .
- Io voglio che tu non abbia più niente a che fare con lui
- Non è affar tuo
- Si che lo è. Tutto quello che fai riguarda anche me
- Non sono una tua proprietà Drew
- Tu sei mia. Che ti piaccia o no!
La lama penetra ancora più a fondo nella carne,ho un dolore lancinante nel petto.
- Non è possibile, lui non - farfuglio tra me, incredula.
- Rifletti, Eleanor! Fin dal primo istante in cui ha capito che eri proprio tu la pazza tossica che loro credevano internata a vita in qualche luogo sperduto, ha iniziato a circuirti con una corte spietata, ha insistito facendo leva sul suo fascino fino a convincerti che quello che provava per te era autentico. Finché non ti ha convinta a seguirlo, isolandoti dal resto del mondo. E li sarebbe iniziato il tuo inferno
- Inferno?
-Renderti totalmente dipendente da lui, plasmarti fino a farti diventare emotivamente instabile, dosando sapientemente gesti premurosi e regali costosi, alla totale e immotivata assenza, fino a condurti alla follia -
Sento il sangue raggelarsi nelle vene, lo ascolto inebetita.
- Fino a distruggerti-. Scuote la testa -Sono stati i giorni più bui della mia esistenza, sapere che eri in pericolo e non poter fare niente per te -
Non è possibile, non può essere vero? Eppure tutto coincide perfettamente.
- Inferno?
-Renderti totalmente dipendente da lui, plasmarti fino a farti diventare emotivamente instabile, dosando sapientemente gesti premurosi e regali costosi, alla totale e immotivata assenza, fino a condurti alla follia -
Sento il sangue raggelarsi nelle vene, lo ascolto inebetita.
- Fino a distruggerti-. Scuote la testa -Sono stati i giorni più bui della mia esistenza, sapere che eri in pericolo e non poter fare niente per te -
Non è possibile, non può essere vero? Eppure tutto coincide perfettamente.
- Lui non mi avrebbe fatto del male -
Sorride, sarcastico.
- Ancora ci credi, Eleanor? Ancora ti illudi che quella canaglia possa provare sentimenti umani? So quanto ti ferisca ammetterlo, ma lui è come loro, un essere perfido, egoista, subdolo. Tutto ciò che gli interessa sono i tuoi soldi, e quelli di Caroline -
- Ora come ora non so più cosa credere. Chi mi dice che tu non stia mentendo?
- E' vero. Ma ora come ora non hai scelta, Eleanor. Io sono la tua unica alternativa. E l’unico modo per sopravvivere è fidarti di me -
Sospiro, chiudo gli occhi.
- Sopravvivere? -
- Stanno collassando nei debiti, Eleanor, file di creditori li attanagliano da anni, e non sono disposti ad aspettare oltre. Tu rappresenti l'ultimo ostacolo alla loro salvezza. Non avranno alcun riguardo per te, come non ne hanno avuto per mia madre! - serra i pugni.
- Io non li temo. Non ho paura
- Stavi per cedere, a lui, alle sue bugie. Non dimenticarlo
- E' vero. Ma adesso che so chi ho di fronte, posso combatterli ad armi pari
- Non sarà così semplice, Eleanor. Credo che tu te ne renda conto
- Li ridurrò sul lastrico, fosse anche l’ultima cosa che faccio! -
- Dovrai esserne convinta. Perché se solo oserai sperare che le cose possano un giorno ritornare come prima, allora la battaglia è già persa in partenza. Lui userà l’ascendente che ha su di te per farti cedere, cadere ai suoi piedi. Dovrai trovare la forza di dimenticare, Eleanor, tutto quello che c’è stato tra voi, quello che tu hai provato per lui e che provi ancora -
Chiudo gli occhi.
- Ci riuscirò -
- So che ce la farai. E io ti sosterrò ogni istante
- Quali saranno le loro prossime mosse?
- Bé, da quello che so, il matrimonio consentirà loro di mettere le mani sulla metà del patrimonio
- Si, esatto
-Loro necessitano di liquidità, il che significa che metteranno in vendita tutto ciò che potrà fruttare loro denaro. Frammentare, sezionare, vendere. E’ ciò che faranno. E ci scommetto la testa che hanno già tutto ben pianificato, in modo tale da non perdere neppure un minuto di tempo
- Non glielo permetterò mai!
- L’unico ostacolo al momento sei tu. E se fino a qualche settimana fa avevano puntato tutto sulla tua esclusione dal testamento per interdizione, adesso la strategia potrebbe essere mutata. Oppure no. Stanno tastando il terreno, e sarai tu a dar loro spunti per il cambio di rotta. Tu non hai idea di cosa sia in grado di fare quell’arpia, e il suo adorato figliolo le regge il gioco con una spregiudicatezza senza pari. Stai in guardia, Eleanor, e non ti sarà difficile capire da che parte sta tirando il vento -
Annuisco.
- Non voglio restarmene qui con le mani in mano a parare i colpi. Voglio combattere, voglio che capiscano una volta per tutte con chi hanno a che fare -
Mi fissa, l’espressione cupa. Scuote la testa.
- Non lo so. Qualsiasi cosa tu faccia adesso potrebbe rivelarsi controproducente. Ma qualora il matrimonio avvenisse, e loro decidessero di mettere in vendita le quote di tua sorella, tu potrai opporti. E magari ribattere con una controfferta
- Ci ho pensato, ma come opzione è da escludere. Nelle condizioni in cui versa la Broadcasting, io non posso disporre di una somma così elevata da permettermi di acquisire l’intero patrimonio. E poi non darei mai la soddisfazione di dar loro i miei soldi. Io non voglio che traggano un solo quattrino da tutto questo. Devo riuscire ad annientarli, distruggerli, una volta per tutte!
- Ne hai tutte le ragioni
- Troverò un modo. Costi quel che costi -
Quei due occhi verdi mi fissano, insistenti. Sorride.
- Cosa c’è? - chiedo.
- Pensavo che. . .bé, sei sempre stata una donna di carattere, sexy e attraente, ma vederti in questo nuovo ruolo di donna in carriera ti rende davvero irresistibile -
Mi alzo di scatto.
- Bene. Credo sia il caso che mi rimetta al lavoro, ho un mucchio di cose da fare, ed è già tardi -
Raggiungo la porta, la apro.
Si avvicina, le sue dita si posano sulla guancia:
- So quanto tu stia soffrendo. Sappi che io ci sarò sempre, Eleanor, in qualsiasi momento -sussurra.
Annuisco.
Un istante, e le sue labbra si posano sulle mie, in un bacio casto. Neppure il tempo di reagire, che lo vedo allontanarsi lungo il corridoio.

Nessun commento:
Posta un commento