lunedì 5 dicembre 2011

Chapter 71

Il respiro bloccato.
Mi volto di scatto, cercando di mettere a fuoco quell’immagine, ho la vista offuscata. Scorgo quel viso, quelle labbra, non può essere reale? Quel tiranno che ha imperato per tutta la sera nella mia mente in delirio è ora seduto sulla poltrona, in penombra. Ha i capelli spettinati, l’aria trasandata.
Mi avvicino, sbatto ripetutamente le palpebre, sperando che non sia solo un'allucinazione.  Inciampo, sto per cadere, mi artiglio alla spalliera del divano.
- Tu? Ma come? 
Sorride. Alza la mano, dalle dita penzola qualcosa che somiglia molto alla mia chiave di casa.- La colonna divelta in giardino. E' stato un gioco da ragazzi-
Ho il sangue al cervello.
- Esci immediatamente di qui, o giuro che ti ammazzo! - con tutta la voce di cui sono capace, mentre tutto intorno continua a girare. 
- Non mi piace che tu stia fuori fino a notte fonda  - il tono duro.
Inspiro. Cerco di mostrarmi il più lucida possibile.  
- Ma che cazzo vuoi? E  chi ti da il diritto di introdurti  in casa mia e mettere bocca su quello che faccio? -
Quegli occhi, non smettono di fissarmi!   
Solleva il mento, in un ghigno spavaldo.-Non è ubriacandoti che riuscirai a dimenticarmi-


Afferro una statuetta d’ebano intarsiato, uno dei tanti preziosi souvenir esotici che affollano ogni angolo della casa, glielo tiro contro con tutta la forza che ho.  
- Esci fuori di qui! -
Lo schiva con agilità felina, balzando in piedi all’istante. Sento il fragore dello schianto, vedo l’oggetto ricadere al suolo in mille pezzi.
- Non prima di aver ascoltato quello che ho da dirti - avanza verso di me, indietreggio.
Non sono lucida, non come dovrei essere. Non posso permettergli di restare, non deve avvicinarsi.
- Vattene via! - prendo tutto ciò che mi capita a tiro, glielo  lancio contro, cercando di rimanere in equilibrio. Un passo, un altro ancora, è di fronte a me.
- Io ho fatto il possibile per sistemare le cose- la sua voce, improvvisamente dolce, quasi vellutata. - Tuttoquello che ho fatto, l’ho fatto solo ed esclusivamente per te, per noi. Io volevo te, io voglio te, ti voglio maledettamente, Eleanor, con tutta l’anima!  -
Cerca le mie mani, indietreggio, mentre il cuore sta per esplodermi dentro. Riprendo fiato.
- Possibile che tu non abbia un minimo di decenza? Ti scopi mia sorella, continuando a recitare la parte del fidanzato devoto, e poi vieni da me, a pretendere che io stia a sentirti? 
- Non è lei che amo  
- E allora lasciala, e  per la prima volta nella tua vita comportati da uomo! -
I pugni chiusi:
- Non è così semplice, niente lo è, maledizione!  Credi che non ci abbia provato? Credi che sia facile per me fingere di essere ciò che non sono, rinunciare a ciò che desidero con tutto me stesso, per assolvere ai  doveri che il mio alto rango mi impone?  
- Il tuo rango ti impone di appropriarti di ciò che non è tuo? 
Scuote la testa. Chiude gli occhi.
-   Perché ti ostini a non capire?  
-  Cosa dovrei capire? Ormai so chi sei, so cosa sei in grado di fare, e non ci sono giustificazioni per ciò che hai fatto
-  Io non posso evitarlo. Non conta ciò che voglio, non sono io a poter decidere. Ho degli obblighi cui non posso sottrarmi. E come unico erede della dinastia Rochester, sono costretto ad assumermi le mie responsabilità, che mi piaccia oppure no - il tono sommesso.
Il cuore a pezzi. Non devo credergli, non posso credergli. Non più.
- Atteggiarti a vittima non servirà a cambiare le cose. Io non provo alcuna compassione per te, sei e rimani un essere spregevole, e per quello che mi riguarda puoi anche andare all’inferno! - urlo, fuori di me. Mentre il cuore brucia di dolore.
Le lacrime scivolano giù dai suoi occhi. 
-  Se davvero mi hai amato, come puoi trattarmi in questo modo? 
- La cosa ti stupisce? Come puoi pretendere  che io provi pietà  per te, se  non hai esitato un solo istante a pugnalarmi  a sangue freddo? Sapevi il dolore che portavo dentro, sapevi che mentirmi mi avrebbe arrecato altra sofferenza, ma tu hai continuato a farlo, senza preoccuparti minimamente di quanto potesse essere devastante per me subire altro dolore! Quante volte ti ho implorato di lasciarmi stare, quante volte ti ho chiesto di essere sincero con me? Ma il tuo egoismo, il tuo essere spietato e senza cuore ha prevalso su tutto
Sospira. Addolorato.
- Ci ho provato. A dimenticarti, a convincermi che era tutto sbagliato, che tu non avresti mai fatto parte della mia vita. La verità è che io ho iniziato a vivere nel momento esatto in cui ti ho incontrata. E non sai cosa darei per rivivere quegli istanti- le sue mani si sollevano, si tendono verso di me. -Averti tra le mie braccia, sfiorarti, sentirti fremere sotto le mia dita. Fare l’amore... -
-  Basta! Non voglio sentirti -
- Io li rivoglio indietro Ellie, rivoglio quella vita. Rivoglio te, la nostra casa sulla spiaggia, le nostre passeggiate al tramonto, le tue labbra, il tuo corpo. Te,soltanto te, nient’altro che te
-  E come? Sposando mia sorella e facendo di me la tua amante?  
-  Sai benissimo che amerei solo te -
Il sangue al cervello.
- Tu sei un pazzo, un pervertito, totalmente fuori di testa! Come puoi minimamente pensare che io possa accettare una situazione simile? Tradire la fiducia di mia sorella, per stare con te?  - gli occhi sbarrati. 
-  Non ho scelta, lo capisci? Maledizione! Lo capisci? 
-  Oh, si che ce l'hai! Poni fine a questa farsa, rinuncia a sposare una donna che non ami, e ad appropriarti indebitamente di ciò  che non è tuo
- Dovrei rinnegare ciò che sono? Ripudiare la mia famiglia, infischiandomi completamente della situazione disastrosa in cui si trova, questo vuol dire per te comportarsi da uomo? -
- Non è derubando gli altri che manterrai inalterata la tua dignità
Le braccia lungo i fianchi, i pugni serrati.
- Non l'ho scelto io. Se solo ne avessi avuto la possibilità, non avrei esitato un solo istante: saresti stata tu, soltanto tu, per sempre  
Evito il suo sguardo. Ho voglia di lui. - Ho avuto la possibilità di conoscerti per quello che sei realmente, e so che da te non potrà mai scaturire nulla di buono. Mia sorella no. Lei ti adora, ti ama alla follia ed è convinta di sposare l’uomo dei suoi sogni, il suo dolce e bellissimo principe, colui che la renderà felice. Mentre tu continui a fare i tuoi porci comodi in casa sua, mentendole spudoratamente e sperando di scoparti anche sua sorella, renderla succube e impossessarti dell'altra fetta di torta,quella che ancora ti manca per raggiungere il tuo scopo! -
- Come puoi pensare una cosa simile? - 
Le lacrime scendono senza che riesca a fermarle
- Come ho potuto illudermi  a tal punto, credere che  potessi essere sincero, che potessi amarmi? -
- Io ti ho amata, e ti amo ancora, e continuerò a farlo per il resto dei miei giorni 
- Piantala con questa commedia, e sii te stesso per una buona volta! -
Scuote la testa, un istante mi attira a sé, con forza, le sue labbra a pochi millimetri dalle mie, il suo respiro agitato a solleticarmi il viso. Mi perdo nei suoi occhi, i suoi splendidi, meravigliosi occhi di quell’azzurro intenso, solo suo, in cui voglio annegare per sempre.  
- Dimmi che non mi vuoi. Dimmi che non mi sogni ogni notte, che non mi desideri nel tuo letto, dentro di te- quella bocca scivola sulla guancia, raggiunge il mio orecchio, la pelle sottile fibrilla sprigionando brividi caldi - La tua pelle urla di desiderio, reclama piacere, quello che soltanto io posso darti - 
E' così. Lo voglio, con tutta me stessa. Il mio corpo ha già deciso. L'alcol, maledizione!
- No! Io ti odio, ti odio! - batto i pugni contro il suo petto.
Quelle braccia serrano la presa, non respiro. Mentre le sue labbra si muovono leggere,impalpabili, sulle mie. Una voglia immane di sprofondarci dentro,un desiderio impellente di baciarle, e morderle, come adoravo fare ogni volta
- Potrei sbatterti su quel divano e  fare l'amore con te all’infinito, farti godere e sentirti urlare fino a toglierti il respiro. Potrei farlo adesso, e non potresti fare niente per impedirlo, perché lo vuoi anche tu, lo vuoi maledettamente! Ma  quando accadrà voglio che tu sia lucida abbastanza per capire che  io  sono tutto ciò di cui hai bisogno -
Distolgo lo sguardo. Resistere!
Mentre quelle parole penetrano nella mia anima come lava incandescente fondere ogni fibra del mio corpo. 
Brandelli di lucidità, recupero le forze, lo spingo via da me, strattonandolo contro la porta.
- Non succederà, né ora, ne mai! -
L’equilibrio è precario, la testa gira all’impazzata.
Mi afferra il polso con fare deciso, le sue dita calde lo avvolgono in una morsa possente.  
- Per quanto ancora riuscirai a resistermi? Per quanti altri giorni pensi di poter rinunciare a noi due? Tu non puoi fare a meno di me, perché sei mia, perchè mi appartieni! E potrai odiarmi all’infinito, questo non cambierà le cose -
Forzo quella presa.
- Sono già cambiate. Perchè tu non fai più parte della mia vita. E non avrò pace finchè non ti vedrò affogare annaspando nel fango putrido, perchè è l'unica cosa  di cui sei degno!  -
I suoi occhi  smarriti a scrutano i miei, cercano disperatamente, invano.
Immobile, mi fissa a lungo.
- Io non ho alcun motivo di odiarti. Ma se mi costringerai a combattere, sappi che non avrò  alcuna pietà nei confronti di chi ha dimostrato di non averne affatto, per me. Puoi impedirlo, adesso, e lasciare che ti prenda tra le braccia e ti porti su quel letto, e fare l'amore fino a  morirne. Ma se uscirò da questa porta, allora mi avrai perso per sempre...-
Sorrido, beffarda. 
-Eccoti, finalmente allo scoperto! Io non ti temo, Rochester. Ho scelto. E niente e nessuno potrà farmi tornare indietro! -
Esita a lungo. Un ultimo sguardo, prima di  voltarsi, le sue dita stringolo la maniglia, la porta si apre, per poi richiudersi.
Assenza.
Vuoto.
Quel filo sottile cui ancora si aggrappava il mio cuore è reciso per sempre.
Barcollo, ricadendo esanime sul letto. Mentre un uragano violento  imperversa feroce a devastarmi l’anima.

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