mercoledì 27 agosto 2014

Capitolo 68



Un passo dopo l’altro, lo sguardo fisso alle mie decolté nere con tacco a spillo, a scongiurare ogni rischio di caduta.  Stretta nel mio tubino grigio, con in mano una ventiquattrore, raggiungo quello che da oggi sarà il mio ufficio di dirigenza alla Broadcasting Systems.
Una pila di fogli già pronta sull’ampia scrivania, mi metto subito al lavoro, spulciando tra le carte, l’intera mattinata trascorre alle prese con bilanci consuntivi, utili netti, piani di investimento fallimentari, introiti pubblicitari da acquisire.
- Allora? Come procede il tuo primo giorno da amministratore delegato della BS?. Scott avanza verso di me, l’aria sorniona.
- In realtà la situazione non è poi così disastrosa. Dovremo convocare una riunione immediata del Consiglio di amministrazione, in modo da mettere giù delle linee guida e pianificare un piano d’azione comune che permetta di eliminare le falle e concentrare gli investimenti sulle attività che hanno favorito introiti maggiori. Se riusciamo a mettere in atto nuove strategie, nel giro di qualche anno il bilancio ritornerà in pari
- Bene! Ti vedo alquanto ottimista
- Non credo di avere molta scelta. Con una marea di dipendenti sul piede di guerra e il bilancio al collasso, la soluzione più saggia sarebbe quella di darsela a gambe. Ma come ben sai, qualcosa mi costringe ad assumermi le mie responsabilità, un qualcosa che mi sono illusa di poter evitare, ma che ora come ora che non posso più ignorare
Sorride, sardonico.
- Qualcosa? O qualcuno?
Inspiro.
Lui.
- Io non capisco come siano riusciti ad ottenere un simile compromesso?
Scuote la testa.
- Ho cercato di scoprirlo in ogni modo, credimi. Ma le ragioni che legano Theodore a quella famiglia mi rimangono oscure
- Ne ho parlato con Caroline, ho cercato di farla ragionare, ma è stato inutile. A lei non interessa nulla, è una marionetta nelle mani di quella vipera, totalmente incapace di vedere la realtà per quella che è. E’ fermamente convinta che suo padre abbia disposto ogni cosa per il suo bene, nonostante l’abbia data in pasto a quelle iene senza scrupoli
- Beh, cosa ti aspettavi? Rochester incarna l’uomo che ogni donna vorrebbe avere al suo fianco: è estremamente attraente, è gentile e amabile, sa perfettamente come trattare una donna, e dato non trascurabile, è un principe. Non immagini quanto furore riscuota tra le giovani pretendenti aristocratiche. E le loro madri, anche quelle avanti con gli anni, sono tutte pazze di lui. Per quello che ne so non disdegna certo questo genere di attenzioni. A quanto pare non è uno che si tira indietro, un perfetto gentiluomo che si affanna per accontentarle tutte, appena può- sembra divertito.
Lo stomaco mi si aggroviglia
- E’ un essere ripugnante - sbotto.
- Ah! Le donne, valle a capire! A dire il vero mi meraviglio come tu sia riuscita a restare impassibile al suo fascino, ma forse è ancora presto per dirlo. Affilerà le armi e non so perché,  qualcosa mi fa credere che ben presto tutte le sue attenzioni si concentreranno su di te.
Il respiro bloccato.
- Dimentichi che è già fidanzato, con Caroline
- E cosa vuoi che gli importi? Dal canto suo, tua sorella rappresenta per lui la moglie ideale, quella che non si pone troppe domande, ne pretende nulla se non continuare a vive così come ha fatto finora
E' vero.
- Vada a farsi fottere!
Ride ancora, un riso sonoro che rimbomba nella stanza.
- Beh, credimi mia adorata Eleanor, sarebbe davvero interessante per me assistere alla sua disfatta. Ma non sarà cosa semplice, è bene che tu lo sappia. Non appena sposerà Caroline, lui entrerà di diritto nel patrimonio di famiglia, assumendo il controllo dell’altro cinquanta per cento. E francamente non so come riuscirai a gestire una situazione del genere, non credo condividerà le tue scelte, né appoggerà la tua idea di salvare la Broadcasting dal baratro -
- Cosa intendi dire ?
- Sono sul lastrico, Eleanor. Non hanno più il becco di un quattrino. E a meno che non si rassegnino a vivere in strada, l’unica soluzione è vendere. Vendere, acquisire liquidi, pagare i debiti che il vecchio Rochester ha accumulato in anni di gioco d’azzardo,in una vita dissoluta tra alcol e donne, senza contare le spese folli e insostenibili della sua gentile consorte, e del loro degno figliolo. Per recuperare almeno una parte del patrimonio di famiglia, e mantenere quel tenore di vita che si addice a dei nobili di alto rango come loro. Non molleranno l’osso facilmente. Anzi, non credo abbiano alcuna intenzione di farlo. E’ bene che te ne convinca -
Il gelo, mentre ascolto quelle parole in silenzio.
E’ dunque questo il motivo di tanto accanimento. Soldi, soldi e ancora soldi!
- Questo è da vedere
E’ tutto ciò che riesco a dire.

Mi chiudo in un mutismo impenetrabile, una miriade di immagini, e pensieri che si palesano davanti ai miei occhi, si affollano nella mia mente.

Schifosi e orribili parassiti intenti a succhiare il sangue di un moribondo fino all’ultima goccia.

Il cervello brucia. Appoggio la fronte contro l’avambraccio, la testa riversa sulla scrivania.Riuscirò a venirne a capo, in un modo o nell’altro.
Qualcuno bussa alla porta. Sollevo la testa, scorgo il viso di Cheryl, la segretaria di piano.
- Signora Baker, il signor Rochester chiede di essere ricevuto -
Il cuore riprende a palpitarmi feroce nel petto.
- Dica al signor Rochester che può andare a farsi fottere!-
Scorgo un’espressione basita su quel volto di solito impassibile.
- Signora?
- Ha capito bene, Cheryl. E’ esattamente quello che desidero lei riferisca. E’ tutto -
Chiude la porta dietro di se, scuotendo la testa.
Riprendo il lavoro tra le carte, laddove l’avevo interrotto, la mente in quell’atrio, cercando di immaginare quel volto, e quegli occhi, e le sue mani, la sua voce, il suo profumo.
Cazzo!
Devo smetterla! Cancellarlo dalla mia testa, per sempre!
 
- Ma, signore, non può!- sento dei passi svelti lungo il corridoio, la voce adirata di Cheryl, mi alzo, neppure il tempo di raggiungere la porta che mi ritrovo con la faccia sprofondata in qualcosa di duro, e caldo. Un profumo intenso m'inebria, due braccia solide mi circondano, mi stringono, il suo viso sprofonda nel mio collo, ad annusarmi con fame. Un istante che sembra un’eternità, sotto lo sguardo allibito di quella povera donna, che si dilegua all’istante.
- Io non posso vivere senza di te- un sussurro tra i capelli. Il suo respiro mi solletica sulla pelle, a procurarmi brividi, e vertigini lungo la schiena. Ricordi indelebili, un desiderio immane di stringermi a lui, baciare le sue labbra, all'infinito.

Che cazzo sto facendo? Recupero la lucidità necessaria per staccarmi, scatto  all’indietro come una molla.
- Non toccarmi! - a denti stretti.
 Un uomo splendido è di fronte a me, due gocce trasparenti, di un azzurro intenso, mi penetrano dentro, a trafiggermi l’anima.

- Sei bellissima - la sua voce è di una dolcezza inaudita, profonda.
- Esci da questo ufficio, immediatamente, ti farò sbattere fuori dalla sicurezza! -
Avanza verso di me, indietreggio.
 - Stare lontano da te è una tortura insopportabile-
Quelle parole finte a scuoiarmi l’anima.
- Io non voglio sentire più una sola parola! - urlo, fuori di me.
- Ellie, ho bisogno di parlarti e tu devi ascoltarmi
- Va a farti fottere! E piantala di chiamarmi in quel modo-

Le sue dita intorno al polso, sono calde, delicate, forti, mi attira a se, e non lo evito, non ne ho la forza.
Mi fissa immobile. Quegli occhi, un mare languido, trasparente. Non voglio affogarci, non posso, non più.
 - Amore mio, non ho fatto altro che pensarci...a te e lui Era lui il mostro. E’ stato lui a farti tutto quel male!
- Lui, o te francamente non so dire chi mi faccia più schifo! - sbotto.
- Come puoi parlarmi in questo modo? Come puoi minimamente paragonarmi a quell’essere ignobile?
Il sangue al cervello.
- Io non so cosa ci sia in quella testolina del cazzo, ma se pensi che io possa dimenticare quello che tu e la tua amabile famiglia avete tramato alle nostre spalle pur di pararvi il culo, bé, ti sbagli di grosso! Pagherai per tutte le tue menzogne, non avrò pace finché non vi ridurrò sul lastrico! -
Scuote la testa:
- Tu non sai niente di me. Tu non puoi sapere -
 -Cosa? Che sei un porco, un pervertito, un puttaniere da strapazzo? O un cinico e freddo calcolatore, cui non interessa altro che accumulare denaro derubando persone che in buona fede gli hanno aperto il loro cuore? -
 - Puoi ferirmi, calpestarmi, odiarmi, ma tu non sei migliore di me! Anche tu mi hai mentito, ripetutamente- il tono grave.
-Ah, sì?
-Certo! E io non te ne ho fatto una colpa, per me non cambia niente. Io ti amo, Ellie, ti ho sempre amata, e sarà così per il resto dei miei giorni-
Non ce la faccio. Gli do le spalle. -Piantala, e esci fuori di qui!-
-Come ci riesci?- sento la sua voce soffocata. Mi volto. Sta piangendo.
 Rido. E non perché mi diverta.- A far cosa?-
-A resistere, quando io muoio dalla voglia di baciarti e stringerti, e fare l’amore con te fino a morirne -
Un languore mi scombussola lo stomaco.
Resistere. Devo.
- Non provarci, Rochester! So esattamente cosa hai in mente, non sono così stupida, maledizione! Stai alla larga da me, perchè non otterrai mai nulla che non sia odio profondo,  e disprezzo, e repulsione, e sarà così finchè avrò vita! -
Un sorriso sarcastico, gli occhi balenano sul mio collo:
- Se davvero è così, allora perché continui da indossare quella collana? -
Il panico. Il cuore fibrilla impazzito, un vuoto nell’anima.
Le mie dita su quel ciondolo, ad artigliarlo e strapparlo via, glielo lancio contro con una foga inaudita.
- Ecco, puoi prendertela, e magari darla a qualche altra sprovveduta illudendola che la ami alla follia! Chissà che non ti creda e magari ti sposi, anche se sei già promesso a un’altra!
- Volevo sposarti davvero. Non ti ho mai mentito su questo
- Ah si? E come? Oh, ma che sbadata! Dimenticavo che Andrew Roederer era libero come l’aria, finto come il prete che ci avrebbe uniti in matrimonio, come tutte le balle che avrebbe continuato a raccontare per tenermi buona e tranquilla in un angolino, e scoparmi ogni qualvolta ne avesse avuto bisogno!
- Desideravo davvero una vita con te. Tutto quello che ho provato, quello che ti ho detto, ogni singola parola, ogni singolo gesto, era autentico. Ti prego, Ellie, devi starmi a sentire. Possiamo tornare indietro, riprenderci le nostre vite
- Ma che cazzo dici? La farsa è finita, Rochester, finita! E se anche credete che le cose vadano come sperate, vi sbagliate di grosso, perché farò tutto ciò che è in mio potere per convincere mia sorella a non commettere il più grande errore della sua vita-
Si avvicina, indietreggio.
- Eri già nel mio cuore prima ancora di sapere chi fossi. Anche mi odierai, io continuerò ad amarti e aspettarti su quella spiaggia, fino all’ultimo dei miei giorni -
Evito quello sguardo, chiudendo le narici nel vano tentativo di ricacciare quel profumo delizioso, quella mistura sensuale che si fonde all’odore della sua pelle.
Forza, immane. La cerco dentro di me,la trovo.
- D’ora in poi voglio che tu stia lontano da me. Voglio che mi cancelli dalla tua vita. Per sempre -
Un mare in tempesta si agita nei suoi occhi.
- Non puoi volerlo davvero?
Chiudo gli occhi. Non respiro.
- Io ti odio, Andrew Rochester. Ti odio con tutta l’anima e ti odierò fino all’ultimo dei miei giorni - vomito.
Indietreggia, esita qualche istante, per poi voltarsi, e scomparire nel corridoio.


Rimango in ufficio, avanti e indietro come una belva in gabbia, ho voglia di urlare. Pochi minuti, mi bastano per prendere l'auto, raggiungere la villa. Chiudo a chiave la porta, sprofondo con la faccia nel letto, a smaltire quel veleno che imperversa in ogni cellula del mio corpo, attraverso il pianto.




Il giardino è immerso nel buio, qualche lanterna a illuminarne uno scorcio, qua e là, a renderlo simile un bosco incantato. Lo stesso spettacolo che ammiravo ogni volta, dalla stessa finestra, quando riuscivo a scappare via, nascondermi da lui.
Sensazioni orribili, l’angoscia nell’anima. La mente vuota.
Lo stomaco brontola, affamato.
Mi incammino lungo il piccolo sentiero fino a raggiungere le cucine.
- Babette? -
Non c'è traccia di nessuno.
Recupero del pane in cassetta, maionese, tonno.
Addento il toast, divorandolo in un istante.
Sento dei passi al piano superiore, tacchi alti che risuonano sul pavimento, echeggiando nell’atrio.Scorgo dei fari in lontananza, un' auto avanza sul viale. Cerco di dileguarmi velocemente.
La portiera si apre, un uomo splendido in smoking nero scende, si ferma davanti all’ingresso, si volta dalla mia parte, mi nascondo tra i cespugli.
Riconosco il suo profilo perfetto, il suo braccio si allunga, la sua mano incontra quella di lei, i  capelli biondi raccolti in uno chignon, il suo abito dai toni dell’oro brilla di una miriade di bagliori cristallini.

Le sorride. Si avvicina a lei, la bacia sulle labbra.
- Sei incantevole
- Grazie amore mio -

Le apre la portiera. Attende, la richiude. Si volta ancora dalla mia parte. Raggiunge il lato guida, scompare nell’abitacolo.

Osservo l’auto allontanarsi.

La fiammella si agita veloce. Il gelo la spegne. Per sempre.


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